Paolo Giuntella
E'
morto a 61 anni, il 22 maggio a Roma, il giornalista e scrittore Paolo
Giuntella, capranichese d’adozione e di origine. Da tempo malato, ha
continuato a lavorare fino a poco tempo fa, realizzando servizi sul
Presidente della Repubblica nella sua qualità di quirinalista del TG1,
ruolo che svolgeva con passione e competenza sin dal 1999 (Presidenza
Ciampi). Lascia la moglie, Laura Rozza e tre figli. Per la RAI è
stato inoltre coordinatore del settimanale televisivo TV7,
caporedattore di Speciale TG1, corsivista televisivo e inviato speciale.
Figlio dello storico Vittorio Emanuele, Paolo si era laureato
in Lettere moderne e, dopo essere stato borsista Cnr, è diventato
giornalista professionista collaborando con numerosi quotidiani e
settimanali (Avvenire, Il Mattino - dove ha ricoperto il ruolo di capo della terza pagina e dei supplementi culturali . Nei primi anni’80 ha diretto il mensile Appunti di cultura e politica, a cui
collaboravano, tra gli altri, Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Leonardo
Benevolo, Luigi Pedrazzi, Ermanno Gorrieri. Sempre negli anni '80 ha
collaborato alla stampa periodica di Azione Cattolica (Segno nel Mondo,
Nuova Responsabilità). Ha pubblicato numerosi libri e articoli tra cui Dossier Irlanda (1974), In cerca di una Rosa Bianca (1980), Il gomitolo dell’Alleluja (1986), Uscire dal tempio (intervista biografica a padre Bartolomeo Sorge - 1989), Essere giovani e poter sperare. Segni di speranza dal mondo giovanile (con Antonio De Lillo e Franco Carnevali – 1997), È notte a Kukes (diario dalla guerra in Kosovo – 1999), E Dio suonò il sax (racconti, 2002), Strada verso la libertà. Il cristianesimo raccontato ai giovani (2004), Il fiore Rosso (una
serie di brevi ritratti di testimoni del XX secolo tra cui Thomas
Merton – 2006). Nel 1979 ha fondato l’associazione “Rosa Bianca”, di cui
è stato presidente fino al 1992, fucina di intellettuali della sinistra
cattolica animata da molti di coloro che diverranno i futuri dirigenti e
intellettuali dell'Ulivo e del nuovo Partito Democratico.
Dal
punto di vista “capranichese”, noi lo vogliamo ricordare soprattutto
per la sua persona sempre cortese e sorridente. Molto apprezzata era
l'interpretazione che sapeva dare alle letture liturgiche nelle volte in
cui corrispondeva con piacere all'invito del parroco, di leggere
durante le celebrazioni. Nel 2005 ha ricevuto il Premio Nazionale “La
Casa delle Arti”, nell'ambito della manifestazione culturale
pre-natalizia organizzata dall'Associazione Juppiter di Capranica,
“pARTIcolari – incontri e suggestioni d'inverno”, premio che accolse con
particolare onore e commozione. In quell'occasione, durante la cena
finale della manifestazione, giocando scherzosamente sul suo ruolo di
quirinalista del TG1, memorabile fu una sua interpretazione di un pezzo
del '68 de “i Giganti”, Io e il Presidente. E' stato infine prestigioso ospite, sin dal primo numero, del periodico trimestrale “Identità" (edito dal Centro Culturale Cattolico Giovanni Paolo II onlus, di Capranica).
Era nato a Roma il 5 ottobre 1946.
Dopo
i funerali, oggi a Roma nella Parrocchia di Cristo Re, la salma è stata
tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Capranica.
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