31 dicembre 2022

Signore fa che io non resti confuso in eterno

 1 In te mi rifugio, Signore, ch'io non resti confuso in eterno. 2 Liberami, difendimi per la tua giustizia, porgimi ascolto e salvami. (Salmo 70)
“Dio mio, in Te mi confido; fa’ ch’io non sia confuso, che i miei nemici non trionfino di me“. (Salm 25:2)

“Nessuno di quelli che sperano in Te sia confuso; siano confusi quelli che si conducono slealmente senza cagione“. (Salm 25:3)

“O Eterno, fa’ ch’io non sia confuso, perché io T’invoco; siano confusi gli empi, siano ridotti al silenzio nel soggiorno de’ morti“. (Salm 31:17)

“Sia il mio cuore integro nei Tuoi statuti ond’io non sia confuso“. (Salm 119:80)

Atto di speranza

Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare.

Signore, che io possa goderti in eterno.
[oppure: Signore, che io non resti confuso in eterno.]

Croce Amen

Candide o l'ottimismo

È perché viviamo nel "migliore dei mondi possibili" in quanto "tutto ciò che esiste ha una ragione di esistere":

- che Candido, a causa di un bacio alla bella Cunegonda, stimolato dall'aver spiato una "lezione di anatomia" che si stava svolgendo dietro un cespuglio tra il suo precettore Pangloss ed una servetta, viene spedito con lui fuori dal feudo, "a calci nel sedere";
- che però così può scampare alla morte quando i Bulgari saccheggiano il castello e tutti vengono trucidati,  e Cunegonda, sparisce diventando preda di guerra per la soldataglia;
- che durante la guerra dei sette anni tra bulgari (prussiani) e abari (francesi),  viene arruolato a forza dai primi;
- che quando diserta viene scoperto e bastonato da duemila soldati, e condannato a morte, per essere poi graziato da Federico II;
- che il suo precettore Pangloss si ammala di sifilide;
- che viene imbrogliato a Parigi da un mercante anabattista, Jacques, col quale s'imbarca per Lisbona;
- che durante il viaggio Jacques muore affogato a causa di una tempesta ma lui si salva insieme a Pangloss;
- che con il suo precettore viene "accolto" in Portogallo dove scampa, appena arrivato, al disastroso terremoto/maremoto del 1755;
- che il giorno dopo il terremoto Pangloss viene impiccato dall'Inquisizione durante un autodafé;
- che scampa ancora alla morte ma viene nuovamente fustigato a sangue;
- che viene curato da una vecchia che si scopre essere conoscente della bella Cunegonda, la figlia del barone di cui si era innamorato, ma che in realtà era sfuggita alla morte, e i due si rincontrano;
- che uccide per difesa due potenti del luogo che si contendono l'amore della ragazza, un giudeo di nome don Issacar e il Grande Inquisitore in persona;
- che insieme a Cunegonda e alla vecchia (che si rivela essere una principessa, figlia di un papa, ma caduta in disgrazia dopo essere finita schiava di pirati) scappano oltre oceano fino a Buenos Aires, dove Cunegonda e la vecchia sono ospiti del governatore;
- che con il suo servitore Cacambo scappa rifugiandosi dai gesuiti;
- che dopo aver ucciso il capo dei gesuiti, che in realtà era il giovane barone fratello di Cunegonda che non voleva che la sorella sposasse un plebeo, scappa nella foresta dove scampa ai selvaggi cannibali Orecchioni;
- che con Cacambo risale un fiume ed arriva nella splendida città di El Dorado, dove l'oro e le pietre preziose sono considerate fango e dove non esistono litigi né guerre;
- che abbandona la città con molti montoni carichi di pietre preziose per fare ritorno in Europa e riscattare Cunegonda, tenuta prigioniera dal governatore;
- che ancora una volta s'imbatte in una serie di eventi sfortunati che lo costringeranno a dividersi da Cambio;
- che incontra Martino, un manicheo dalle idee completamente opposte a quelle di Pangloss, e prosegue insieme a lui il suo viaggio alla ricerca dell'amata, passando per la Francia (dove viene imbrogliato ripetutamente e alla fine deve fuggire per evitare di finire arrestato, durante le repressioni seguite all'attentato di Damiens contro Luigi XV) e l'Inghilterra (dove assiste all'esecuzione dell'ammiraglio Byng);
- che quindi va poi a Venezia, dove incontra diversi personaggi, tra cui Paquette, la servetta del barone divenuta prostituta, il nobile Pococurante, sei sovrani in esilio e il frate Giroflée, che vuole abbandonare il convento e "farsi turco";
- che infine ritrova Cacambo e finisce a viaggiare su di una galera, diretta a Costantinopoli, città dove la sua amata vive facendo la serva e dove ritrova, come schiavi rematori, il filosofo Pangloss, sfuggito miracolosamente alla morte, e il fratello barone di Cunegonda (anche lui sopravvissuto), e li riscatta;
- che a Costantinopoli si ritrova così con Cunegonda, Martin, Cacambo, la serva, la vecchia e il frate Giroflée, ormai convertito all'islam;
- che dopo aver rispedito - tramite galea - il barone gesuita a Roma, finisce per vivere insieme agli altri,  umilmente, in una piccola fattoria da lui comprata con i resti delle ricchezze di Eldorado, per dedicarsi a "coltivare il proprio Orto" (spazio di terra ben definito).

11 settembre 2022

Avrà la mia fiducia e il mio voto chi...

Si, sembro un incrocio tra il Fantozzi, trascurato, con la barba lunga, insonne... dopo aver cercato di capire - invano - a chi dare il proprio voto tra tonnelate di quotidiani e visioni notturne di tribune politiche (quando, tutto sommato, nella politica nazionale non c'erano i cialtroni improvvisati di oggi), e Munch che urla, prima di dipingersi, al sentire la sua anima a brandelli. 

Esagerato! Qualcuno dirà... Esagerato?! E mica tanto! Perché qui la faccenda è seria: chi se lo merita il mio voto? A chi, tra questi quattro poco di buono che si litigano il governo nazionale per i prossimi 5 anni - Grande Finanza permettendo, sempre in agguato con i suoi colpi di stato bianchi a suon di spread e rating negativi - devo consegnare la mia scheda elettorale con la preziosissima crocetta che indica la mia preferenza?

E allora, siccome nessuno - dico nessuno - sta dicendo cose sensate in questa campagna elettorale, soprattutto per farci capire le differenze di politiche in determinati ambiti, facciamo il contrario: sono io che vi dico chi voto.

E quindi alle elezioni politiche 2022, avrà la mia fiducia e il mio voto tra voi:
- chi non considererà un "feticcio" ideologico la riforma della Costituzione, perché la Carta fondamentale dello Stato non è un totem consegnato ai posteri fisso e immutabile, ma contiene in se la previsione sacrosanta di adattarsi ai tempi e di modificarsi. Leggetela, lo hanno previsto i Costituenti;
- chi si proporrà di riformare l'architettura dello Stato con l'applicazione vera ed efficace del principio di sussidiarietà verticale,  pilastro dei trattati dell'Unione Europea, con una nuova riforma del titolo V della Carta, l'abolizione delle inutili, irritanti e pachidermiche Regioni con i loro Governatori che tanto ricordano i telefim di Zorro, il rilancio e potenziamento delle Province,  l'accorpamento dei Comuni sotto i 3.000 abitanti con l'archiviazione definitiva e perpetua dei retaggi medievali della società comunale, il ritorno alle competenze statali nelle materie della sanità, della scuola, dei trasporti, del commercio (perché un cittadino che abita ad Attigliano, Umbria, è uguale ad uno che abita a Bassano in Teverina, Lazio, pur abitando in due Regioni diverse);
- chi riuscirà finalmente a sganciarci dal bicameralismo perfetto e a dotare le due camere di competenze diverse e distinte, poiché dal momento che abbiamo diminuito i parlamentari per dar retta a stupidi miti populisti del "risparmio", dobbiamo ora mettere mano alla essenziale riforma del Parlamento;
- chi abolirà dalla Costituzione il divieto di mandato imperativo (art. 67 cost.) per gli eletti, che tanti danni ha causato alla credibilità delle istituzionali parlamentari e locali, nella consapevolezza che gli italiani non sono fatti per il senso civico e che vanno obbligati per legge - costituzionale! - ad essere onesti con gli elettori;
- chi abolirà la differenza assurda e artificiosa tra "termine ordinatorio" e "termine perentorio" (e addirittura "dilatorio", buona grazia dei giudici amministrativi!),  spesso causa del lassismo delle istituzioni nazionali, locali, della pubblica amministrazione e dei cittadini. Un termine è un termine (poi dice che noi italiani non siamo puntuali... e per forza!);
- chi userà il termine "semplificazione" per quello che in realtà è, e non come un pretesto per complicare ancora di più ciò che si vorrebbe più semplice (perché - un esempio per tutti, ma si potrebbe scrivere all'infinito tanta è la stupidità e l'ignoranza di chi scrive le norme - non si capisce il motivo per cui, ad esempio, lo stesso malato per ottenere diritti diversi - dalla legge 104 all'invalidità civile, dal tesserino invalidi all'assistenza domiciliare - deve essere sottoposto a visite diverse, e magari con la stessa commissione medica!);
- chi provvederà a delegificare abolendo davvero e una volta per tutte le migliaia di norme inutili e sovrapposte, magari obbligando gli uffici legislativi dei ministeri a scrivere in maniera chiara le norme senza rimandi ipertestuali;
- chi concepirà e farà funzionare i tre poteri dello Stato come pienamente indipendenti tra loro e impedirà travasi tra gli stessi a cominciare dal potere giudicante, a cui deve essere impedito - per il bene supremo della democrazia - di interessarsi di politica;
- chi introdurrà sistemi fiscali equi, dove tutti sono chiamati a pagare in proporzione a ciò che hanno guadagnato e magari toglierà qualche diritto non necessario agli evasori sistemici, cronici e seriali che si sanno muovere con grande disinvoltura (grazie a specifiche categorie professionali) tra le infinite possibilità, inventate da fantasiosi legislatori e da giudici geniali, di non pagare o di dilazionare tributi e tasse;
- chi abolirà l'assurdo ISEE e utilizzerà il sistema dei redditi prodotti e dichiarati, contemperato con l'entità dei depositi bancari e dei beni durevoli posseduti soggetti a registrazione, come indice del proprio benessere sociale e modalità di accesso ai servizi a domanda individuale;
- chi non considererà la sanità come un settore produttivo qualsiasi, dove bisogna far guadagno a scapito dell'efficienza dei servizi resi al cittadino e chi accetterà quindi che si può anche avere una sanità pubblica "in perdita" ma rispettosa dei diritti del malato;
- chi saprà far vincere il principio che i diritti collettivi - in tutti gli ambiti, compreso quello della salute - devono prevalere su quelli individuali, perché la forza della democrazia non è l'individuo ma lo stare insieme secondo regole comuni, è la solidarietà, è il sacrificarsi per il "tutto";
- chi saprà abolire le molteplici sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni e enti, che disorientano il cittadino e provocano lungaggini burocratiche assurde e dispendiose;
- chi riformerà la legge elettorale in senso maggioritario secco senza assurdi recuperi proporzionali, abolirà l'uso del ballottaggio, darà certezza della vittoria a chi vince, con maggioranze stabili e durature al Paese e alle istituzioni locali (= una legge elettorale per tutti i livelli dello Stato, ovvero la legge elettorale usata per i Comuni sotto 15.000 abitanti)...

Chiederei molto altro ancora a quelli che si propongono di guidare il Paese per i prossimi 5 anni: da un sistema dell'accoglienza che sia davvero sostenibile (senza gli estremismi folcloristici dei blocchi navali e arcobaleneneschi del "lasciamo che entrino tutti"), ad un sistema di diritti della persona che sia propugnato finalmente "per" chi li chiede e non piuttosto "contro" quelli di altri...
Temo, tuttavia, che nessuno degli schieramenti o delle forze politiche attuali possa guadagnare e meritare il mio voto...

Continuo quindi a navigare nel mare di coloro che vanno a votare perché credono pur sempre al voto come supremo esercizio delle libertà democratiche, ma che si sentono tanto come degli apolidi politici, senza cittadinanza di un partito o di un movimento.

23 giugno 2022

L'acqua di San Giovanni

 

Ed ecco anche quest'anno, l'Acqua di San Giovanni. 

Una preghiera mentre si raccolgono i fiori. Che siano profumati. Vanno bene anche le piante aromatiche come il rosmarino o la salvia. Non dovrebbe mancare l'iperico, il giallo fiore di San Giovanni, che se si spezza lascia uscire lo stesso sangue del santo. Ma va bene anche senza. L'importante è che inebri di profumo, l’Acqua di San Giovanni, come il profumo del Paradiso, per ricordarci a cosa siamo stati chiamati, all’alba della nostra esistenza. E che sia molto colorata, come dovrebbe essere la vita del cristiano, piena di gioia e di bello. Quindi che stia fuori tutta la notte a raccogliere rugiada e a riposare nella luce della luna e degli astri, simbolo della Creazione e perenne richiamo del Creatore. Perché «...se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?» (Salmo 8).

E poi la mattina una preghiera. Mentre ci si lava le mani e il viso con questa acqua profumata. Perché sia un nuovo, rinnovato, simbolico battesimo nel giorno della festa del Battista. 

Buona festa di San Giovanni Battista!

21 giugno 2022

Nuovo Feudalesimo. Da Renzi a Paragone, da Calenda a Di Maio

Ed eccone un altro. Dopo Bersani, Speranza, Alfano, e poi Renzi, Paragone, Calenda e molti altri ancora, ecco Di Maio. Forse tra un po' toccherà anche a Salvini - visto l'andazzo dentro la Lega - di seguire i suoi colleghi su per questa china: andare via dal proprio partito/movimento per farsene uno a proprio uso e consumo. 
Una volta nei partiti c'erano le correnti. Sono state criticate, è stato detto che era roba vecchia, deleteria alla vita politica. Ma nelle correnti si cercava di far prevalere il proprio punto di vista al congresso, a suon di voti e di delegati. Non era solo spartizione di potere, come è stato fatto passare dalla vulgata della seconda repubblica. Era democrazia, che piaccia o no. Soprattutto, si restava dentro al partito, senza sbattere la porta come bambini arrabbiati che perdono al Monopoli. Le rese dei conti erano una questione interna, e i perdenti avevano la possibilità di mettersi da parte per un po', di fare opposizione dentro al partito, per poi riproporsi in futuro alla guida della loro forza politica. Oggi invece - oggi che ci fa schifo tutto quello che puzza di prima repubblica - invece delle correnti si esce dai partiti (partiti? questi sono partiti? movimenti?) per fare - indovinate un po'? - dei nuovi partiti o dei nuovi movimenti, ma non quelli con la vocazione maggioritaria, che ti aspetti vincano le elezioni e portino stabilità al Paese, bensì quelli personali, minuscoli, feudali, dove si diventa signori e padroni della propria universitas castri, o peggio, del proprio hortus conclusus, difeso da quattro mura contro quelli che la pensano diverso. Per questo si rincorre il proporzionale nella legge elettorale. Per esserci e contare, anche se si pesa e si peserà solo un misero 2%. Poi non ci vengano a dire scandalizzati che la gente si disaffeziona della politica, facendo finta di cadere dal pero. 

16 maggio 2022

Torna puntuale dopo 5 anni l'attesissima settima edizione del Grand Prix di Ippica "Città di Capranica" - 12 giugno 2022

Come 5 anni fa, riceviamo e pubblichiamo da "Il Cavallo" di lunedì 16 maggio 2022, un pezzo di Bruno Fioretti (vedi qui l'articolo del 2017)

Domenica 12 giugno, presso lo storico hippodrome cittadino "Francesco Petrarca", restaurato di recente, si svolgerà l'attesissima settima edizione del Grand Prix di ippica "Città di Capranica"

28 marzo 2022

Un po’ di chiarezza sulla guerra Russia-Ucraina: il diritto internazionale, l’ONU, la NATO, l’art. 11 della Costituzione Italiana


Russia-Ucraina. Credo che sui social (ma anche altrove) si stia perdendo la bussola. Ricorro quindi al sacro Conforti e agli altri testi dell’esame di Diritto Internazionale (pur sempre validi, perché nonostante siano passati – ahimè – ormai molti anni questa branca del diritto non ha subito particolari stravolgimenti) per chiarirmi le idee. Soprattutto per non farmi influenzare nel costruire un’opinione equilibrata e oggettiva.

03 giugno 2021

Dai Prati del San Vicino a Elcito, il piccolo Tibet delle Marche

Il Monte San Vicino è un massiccio dalla grande gobba che caratterizza fortemente lo skyline marchigiano. Si staglia imponente su Matelica e Cerreto d’Esi, ad ovest, e su Apiro e Cingoli ad est. Si trova sul confine tra le province di Macerata (a sud) e di Ancona (a nord), a qualche chilometro da Fabriano (a nord) e da Camerino (a sud), i centri più importanti della zona. Anticamente i romani lo avevano consacrato a Giano bifronte perché vegliasse sul confine Piceno contro i popoli umbri, e da questo fatto, probabilmente, deriva il suo nome. Dal centro di Matelica si sale ai Prati del San Vicino, una sella sul fianco sud della montagna, percorrendo circa 15 km di strada panoramica (25 minuti), ovviamente da aggiungere, nel nostro caso, ai 190 km che separano Capranica dalla cittadina marchigiana (circa 2h e 30min). 

21 maggio 2021

Bar (barretto, CRAL, ARCI e Sarvato’) – Capranica come la ricordo io. Lessico semiserio di un mondo che non c’è più

La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro. Capranica è fondata sul bar (ma anche l’Italia). Non è una stupidaggine questa, né si deve considerare come una cosa disdicevole. Nessuno può negare, infatti, che al bar nascono amicizie e amori, che al bar si parla di sport e di attualità, che al bar nascono progetti politici e addirittura liste elettorali, che al bar si concludono affari davanti ad un aperitivo e due stuzzichini. Il bar si può quindi considerare, a buon diritto, come una delle basi fondanti della nostra socializzazione. 

18 maggio 2021

Quando d’estate, tutti i giorni alle 14,30, alla Madonna del Piano passava Battiato

 

Corri ch'è tardi, ‘ché passa Battiato!“. In preda all’eccitazione e all’entusiasmo, da valle Santi correvamo su, in salita, per le scalette dell’Appello. Dovevamo assolutamente farci trovare pronti all’appuntamento per l’autostop, proprio davanti alla chiesa della Madonna del Piano. Battiato passava a Capranica tutti i giorni alle 14,30. Veniva da Trevignano Romano, dove lavorava in una azienda agricola, e andava a San Martino al Cimino, dove invece abitava. Approfittavamo di lui per andare al lago nella calda estate dell’82, quella dei mondiali di Spagna e dei nostri sedici anni. Lo vedevamo comparire puntualissimo sul rettilineo di Viale Nardini con la sua R4 azzurra, piena di cassette stracolme di pomodori e di musica. La sua.

14 maggio 2021

Banda “Carlo e Annibale Chiassarini” - Capranica come la ricordo io. Lessico semiserio di un mondo che non c’è più.

Ricordo ancora con dispiacere la data dell’ultima esibizione della banda comunale, o più precisamente, del complesso bandistico “Carlo e Annibale Chiassarini”: era domenica 13 maggio 1979, festa della Madonna delle Grazie. La banda – o meglio, quello che ne rimaneva – non appena ebbe finito di assolvere al suo compito di riaccompagnare la Sacra Immagine della Madonna fino alla chiesa di Santa Maria, si sciolse quel giorno definitivamente. 

07 maggio 2021

Fiorita - Capranica come la ricordo io. Lessico semiserio di un mondo che non c’è più.

Anticipo la puntata della fiorita, pubblicandola in occasione della festa della Madonna delle Grazie.
Come sappiamo, purtroppo, per il secondo anno di seguito non si può celebrare a causa della pandemia. 
Ma nel cuore di tutti i capranichesi c'è forte e viva la speranza che questo sia l'ultimo anno trascorso senza poter abbracciare la nostra Protettrice Celeste.

30 aprile 2021

Biove’ e i giochi con le bilie - Capranica come la ricordo io. Lessico semiserio di un mondo che non c’è più.


Non chiedetemi perché questo passatempo praticato da bambini alla soglia dell’adolescenza si chiamava così, perché è un vero mistero etimologico. Era un gioco che si svolgeva con le bilie di vetro (o biglie). Queste ultime erano ovviamente molto diffuse tra bambini e ragazzi. Ne ho viste possedere – con bieca invidia da parte mia – per l’intera capienza di una sportina di plastica.