01 dicembre 2012

Bersani "destrofobico": sopprimere la destra


Certo che fa venire i brividi vedere e sentire al TG il segretario del PD pronunciare davanti ad una festevole platea la seguente frase: "Gli avversari li avremo da destra... Destra: quanto mi piacerebbe che il mio avversario [Renzi] pronunciasse questa parola... perché esiste... perché è in natura... una cosa che si chiama destra..." (con battimani a spellarsi). 

Al PalaExpo di Empoli, ieri sera, un Bersani evidentemente a corto di argomenti politici seri, ha rispolverato l'armamentario della più becera retorica sinistroide toccando temi cari a chi nel cervello c'ha sempre la contrapposizione ad un altro, ad un diverso, al fascista di turno.

D'altronde gli ex comunisti vedono fascisti dappertutto come Berlusconi vede comunisti dappertutto, dimostrando di non essere poi così diversi da chi combattono da sempre. E' uno stile di vita il loro: chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. E non sia mai che entri!
(piccola digressione: il grande e sempre poco ricordato Ennio Flaiano, con la tagliente ironia di cui era capace, amava dire che in Italia i fascisti si dividevano in due gruppi; i fascisti e gli anti-fascisti).

Ma perché mi vengono i brividi?
Perché il segretario ha pronunciato quella frase facendo trasparire tutto il suo ribrezzo interiore nei confronti del tema, con una mimica facciale buona a sottolineare quanto gli fa schifo pronunciare quel vocabolo (la destra) e con la mano (proprio con la destra, ahimé) mentre sfrega pollice, indice e medio a significare la consistenza malevola di quel luogo politico...
Per Bersani e i suoi sostenitori, la destra non è una convenzione linguistica di carattere pratico. Una maniera per distinguere ciò che sta da una parte da quello che sta dall'altra, rispetto ad un asse di simmetria. Neppure qualcosa di fisico, o pur'anche di metafisico, un luogo o un non-luogo. 
Per Bersani, senza tirare troppo in ballo la filosofia o altri ambiti delle scienze umane, la destra, e con lei le persone che la abitano, è piuttosto evidentemente l'incarnazione del male, anzi, la sua antonomasia: il Male. In pratica la destra rappresenta per Bersani ciò che per il Papa costituisce l'Inferno, o per Ahmadinejad il Grande Satana Americano.

Per cui, a questo punto, non credo ci sia altro da fare. Bisogna abolire, sopprimere, cancellare fisicamente e metafisicamente la destra con tutti, ma proprio tutti, i suoi significati. E' già, perché, lo dice Bersani stesso, la destra è in natura. Scoperta di portata cosmica, tanto che il bravo metaforiere piacentino meriterebbe di essere proposto per il Nobel del lambrusco e della piadina romagnola.
Mi sembra allora che venga opportuno consigliare al Bersani destrofobico di ieri sera - e così a tutti i suoi sostenitori - di cambiarla la natura (tanto lo farà non appena al governo, dato che lo ha promesso a Vendola). E di tagliarsi innanzitutto la mano destra: perché é destra. Ovviamente - in tempi di ristrettezze economiche - ci pensi bene perché lo Stato non gli darà la pensione di invalidità per questo gesto... (potrà pur sempre, il Bersani, fare una legge ad hoc, tanto non ci sarà nessuno - da destra - a gridare contro leggi ad personam)Poi, magari, potrebbe staccarsi l'orecchio destro, perché quello che sente con quell'organo è per forza distorto, fazioso, di parte (e sfido io! L'orecchio è destro e tutto ciò che ascolta viene da destra!). Poi potrebbe tagliarsi la gamba o il piede, con i quali, solo perché son destri, non si può nemmeno giocare a pallone (d'altronde è bene ricordare che i grandi del calcio, da Maradona a Riva "Rombo di tuono", calciano di sinistro). Ed imparare a scrivere a mancina perché chi scrive con la destra è sicuramente un traviato morale... e trasferirsi in Gran Bretagna dove almeno per strada si tiene la sinistra (anche se lì, a dire il vero, il termine diritto trae la stessa radice dal termine right: destro/a). E se governerà, potrebbe persino prendere in considerazione di abolirla quella parolaccia... e di permettere la legatura del braccio destro (se non il suo taglio) agli alunni di prima elementare, cosicché imparino a scrivere solo con la sinistra... Fino ad arrivare (finalmente!) alla soppressione dell'idea diversa dalla propria (perché se è diversa è ovviamente anche fascista)...
Ah! Già! Ma ricordo improvvisamente che il signor Bersani non è un democratico solo perché è segretario del Partito Democratico. Giusto giusto un anno fa glielo avevo già scritto (qui il link).

Per cui rabbrividisco. Perché se ci vuole così poco per far contenti gli elettori storici della sinistra, allora non possiamo lamentarci di Grillo.

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